Come
non scrivere la tesi
Regole
d'oro su come NON scrivere una tesi
http://www.scrivere.palermoo.it/
COME NON SCIVERE una tesi di laurea
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Qui sono raccolte alcune informazioni
su come (non) va scritta una tesi di laurea. Essenzialmente, una
raccolta degli errori tipici, o di regole per evitarli. Quasi tutte
le raccomandazioni
sono utili anche per chi deve scrivere
tesi di dottorato, relazioni per l'esame di laboratorio o qualsiasi
altro documento scientifico.
La struttura della tesi
Struttura tipica della tesi
Ogni tesi fa un po' storia a s, ma di solito una tesi strutturata cos:
Frontespizio con titolo, ecc.
Indice
1. Introduzione
2. ...
3. ...
...
N. Conclusioni e sviluppi futuri
Appendice A
Appendice B
...
Riferimenti bibliografici
A volte conviene imporre una struttura a più alto livello, usando
le "parti" (parte
I, parte II, ecc.). difficile dare ricette generali, ma un esempio
potrebbe essere: la parte I contiene una descrizione dell'ambito
in cui si colloca la tesi (rassegna bibliografica, definizioni
dei concetti, ecc.); la parte II tratta aspetti progettuali (ed
eventualmente implementativi); e la parte III potrebbe trattare
gli aspetti implementativi (se non trattati nella parte II) o
la valutazione.
Indice
L'indice
(la "Table of Contents", TOC) molto importante per chi legge un documento per la prima volta: gli consente
di orientarsi, di scegliere cosa leggere e in che ordine, fa da
riassunto delle parti gi lette, ecc. ecc. Ovviamente, l'importanza
aumenta con la lunghezza del documento. Includete un indice in tutte le bozze che mi date da leggere!
Introduzione
Il
capitolo iniziale, intitolato "Introduzione", di solito lungo circa 5-10 pagine e contiene:
una breve introduzione al settore
in cui si colloca la tesi;
una breve descrizione degli obiettivi della tesi;
una breve descrizione della struttura della tesi (ossia, per ognuno dei capitoli
seguenti, che cosa vi compare).
Inizio dei capitoli
Ogni capitolo incomincia con una breve (5-10 righe) introduzione contenente l'obiettivo
del capitolo stesso e una breve descrizione del contenuto del capitolo.
Ad esempio:
In questo secondo capitolo si passa
in rassegna lo stato dell'arte sui motori di ricerca. Nel
paragrafo 2.1 viene introdotto il settore del reperimento
delle informazioni. Nel paragrafo 2.2 presentata l'evoluzione
che ha portato dai sistemi di information retrieval tradizionali
ai motori di ricerca sul Web. Vengono poi descritti i vari
tipi di motori di ricerca disponibili (paragrafo 2.3) e le
linee di ricerca pi recenti (2.4).
Fine dei capitoli
Ogni
capitolo finisce con un breve paragrafo, di 5-10 righe, intitolato
(se la fantasia non vi suggerisce altro) "Conclusioni"; in esso si riassume il contenuto del capitolo e lo si collega con il capitolo
successivo.
Obiettivi e stato dell'arte
Fra i vari capitoli, vanno opportunamente evidenziati gli obiettivi della tesi
e lo stato dell'arte, ossia che cosa stato fatto di simile da altri.
"Gerarchizzazione" della
tesi
Pensate
alla tesi non solo come un documento lineare (una parola dopo
l'altra), ma anche gerarchicamente (capitoli che contengono paragrafi
che
contengono sotto-paragrafi che contengono capoversi, figure e tabelle,
ecc.) Una tesi non solo un elenco di parole, anche un albero. E
come albero deve essere "bilanciato": se nel capitolo 2 c' il paragrafo 2.1 che contiene il sottoparagrafo 2.1.1,
allora bene che ci siano anche il sottoparagrafo 2.1.2 (ed eventualmente
2.1.3, 2.1.4, ecc.) e il paragrafo 2.2 (e 2.3, 2.4, ecc.).
Come si scrive
Prima di cominciare a scrivere, pensate all'indice di tutta la tesi. Poi scegliete
da dove cominciare a scrivere ed espandete ulteriormente l'indice,
almeno fino al livello dei sotto-paragrafi. Solo allora scrivete,
tenendo sempre a mente le due strutture, ad albero e lineare.
Ringraziamenti
Potete mettere una pagina con i ringraziamenti all'inizio o alla fine della tesi,
come preferite. Non necessario ringraziate il relatore: se proprio
volete farlo, considerate che potrebbe semplicemente aver fatto
il suo dovere
Caratteri, Paragrafi, Capitoli, Tabelle ...
Accenti
In italiano si usano due accenti, grave e acuto, che non sono
interscambiabili. Si scrive "perch", "poich", "nonch", non "perch", "poich", "nonch"; e si scrive "", "cio", e non "" "cio"; ecc. La "" maiuscola va accentata (""), non seguita da un'apostrofo ("E'"); in LaTeX ci si ottiene con "\`E".
Punteggiatura e spazi
I segni di punteggiatura (ossia . , ; : ? ! ecc.) e le parentesi chiuse (ossia ) ] } ecc.) vanno seguiti, e non preceduti, da uno spazio. Invece le parentesi aperte (ossia ( [ { ecc.) si comportano al contrario e vanno precedute, e non seguite, da uno spazio.
Punto e a capo
Una
tesi divisa in capitoli, che sono a loro volta divisi in paragrafi
(in inglese, "section"), che sono a loro volta divisi in capoversi ("paragraph"). In LaTeX, la fine del capoverso si ottiene mettendo, nel sorgente LaTeX, un
punto e a capo pi una riga vuota; non usate la doppia barra inversa "\\". Evitate di differenziare il "punto e a capo semplice" con il "punto e a capo con poi una riga vuota": i capoversi sono separati da "punto e a capo". Punto. E a capo.
Layout di pagina
La
tesi va stampata fronte/retro, con margini di circa 2-3 cm.,
interlinea singola (o al massimo 1.5). Le pagine devono essere
numerate, i numeri
di pagina devono essere verso l'"esterno" (ossia, a destra per le pagine dispari e a sinistra per le pagine pari). Nell'intestazione
potete/dovete mettere, oltre al numero di pagina, il titolo del
capitolo e/o del paragrafo (verso l'interno della pagina). Il
testo va "giustificato".
Tipo di carattere
Per
il corpo del testo, preferite un tipo di carattere ("font") con le grazie (Times, Times New Roman, Palatino, ecc.) a uno senza (Arial,
Helvetica, ecc.). Per capire la differenza fra caratteri con
e senza le grazie confrontate ad esempio la "elle" in Times e Arial: la prima ha gli "abbellimenti", ossia delle piccole linee orizzontali in alto e in basso; la seconda no, semplicemente
una linea verticale. Per testi lunghi, i caratteri con le grazie
sono pi leggibili. Usate una dimensione di carattere di 11 punti.
Figure e tabelle
Figure
e tabelle vanno numerate, devono avere una breve didascalia
e devono essere riferite nel testo. Quindi, se c', ad esempio,
una figura 2.4,
nel testo deve esserci da qualche parte una cosa del tipo "(figura 2.4)" o "come si vede in figura 2.4", o "si veda la fig. 2.4" o ecc. ecc.
Riferimenti
Per
riferirsi a figure e tabelle, evitate "seguente" e "precedente" (come in "la seguente (o precedente) figura/tabella"), usate la numerazione (come in "figura 2.1"). Per riferirsi a capitoli, paragrafi (section) o sottoparagrafi (subsection)
usate i numeri, non i nomi dei capitoli. Evitate il pi possibile
i riferimenti in avanti (ai capitoli successivi). Il maiuscolo,
come in "nella Figura 2.1" o "si veda il Capitolo 2", un costume statunitense; usate il minuscolo come in "nella figura 2.1" o "si veda il capitolo 2".
Citazioni e riferimenti bibliografici
Ogni
elemento della bibliografia deve essere citato nel testo (ossia,
nella bibliografia non devono comparire lavori che non sono
citati nel testo e devono
invece comparire tutti i lavori citati). Esistono vari formati
(e convenzioni) per le citazioni e i riferimenti; sceglietene
uno standard, non ri-inventatelo, e seguitelo attentamente. Se
usate LaTeX, vi consiglio molto caldamente BibTeX ( sicuramente
uno dei punti di forza di LaTeX). La citazione viene di solito
posta fra parentesi (dipende dal formato), ed da considerare
appunto un inciso; le parentesi ci sono gi e quindi non serve
aggiungerne altre; a volte la citazione pu far parte del discorso
in qualit di soggetto, oggetto, ecc. (ad es., in "... come dimostrato in [12],", ma sarebbe meglio scrivere "... come dimostrato da Pinco Pallino et al. [12],"). Se dovete citare pi lavori contemporaneamente, usate un'unica coppia di parentesi:
[12, 34] e non [12], [34] (in LaTeX si ottiene con un unico comando \cite{_,_}, con argomenti separati da virgole). L'ordine di citazione importante: [1, 12]
diverso da [12, 1], e conviene usare il secondo solo se ci sono
buoni motivi (il package LaTeX cite ordina automaticamente le citazioni). In bibliografia possono comparire anche
URL di siti Web; in tal caso indicate anche la data di (ultima)
visita.
Note a pi pagina
Il riferimento alla nota (il numerino sovrascritto) non va preceduto da spazio. Se il riferimento va messo vicino a un segno di punteggiatura,
il segno di punteggiatura dovrebbe precedere il riferimento.
LaTeX o Word?
Eh, io non avrei dubbi (LaTeX: l'ultima volta che ho usato Word per testi lunghi,
come una tesi, era il 1992), ma voi fate un po' come volete.
Tenete presente che:
Word d il meglio di s con documenti
brevi, con poche formule matematiche. LaTeX d il meglio
di s con documenti lunghi, con molte formule matematiche.
LaTex+BibTeX vi gestisce la bibliografia.
Oltre a Microsoft Word e Office, c' comunque OpenOffice. La versione 2.0 sembra promettere bene
Word
vi lascia massima libert di formattazione, e quindi di
fare un sacco di pasticci. LaTeX vi guida un po' di pi,
quindi pi difficile
fare pasticci e molte scelte tipografiche sono gi pronte.
In entrambi i casi, astenetevi da formattazioni complesse
e restate aderenti allo standard proposto (il "default").
Per un tipografo, il risultato finale indubbiamente migliore con il LaTeX; per
un profano non c' differenza.
Citazioni e riferimenti bibliografici
Importanza
La bibliografia uno dei principali elementi di valutazione di uno scritto scientifico
(e quindi anche di una tesi): se lo scritto buono, la bibliografia
approfondita, meditata, aggiornata, riporta tutti e soli i lavori
pertinenti, ecc. ecc. Quando un ricercatore legge uno scritto scientifico,
una delle prime cose che guarda e valuta spesso la bibliografia.
Come controrelatore, una delle prime cose che guardo di una tesi
proprio la bibliografia. Probabilmente anche il vostro controrelatore
far altrettanto
Come scriverla
Scrivere prima il testo e poi aggiungere la bibliografia alla fine un pessimo modo di procedere, dato che inserire poi le citazioni al posto giusto un lavoraccio.
Quindi, scrivete la bibliografia insieme al testo. Inoltre, spesso la motivazione di un'affermazione viene data proprio in base
a un riferimento bibliografico (qualcosa del tipo "come dimostrato in [7]"); quindi non avere riferimenti bibliografici porta a fare affermazioni non motivate,
e a un testo pi debole e attaccabile.
Gestione
In molti settori oggi la maggior parte dei documenti che diventeranno i riferimenti
bibliografici della vostra tesi si trovano in formato elettronico,
con poche eccezioni: man mano che li trovate (oltre a stamparli,
leggerli e, ovviamente, studiarli), scaricatene una copia e salvatela.
Qualit
I
migliori riferimenti bibliografici sono, di solito, articoli
recenti su riviste scientifiche o su atti di congresso, seguiti
da libri e, all'ultimo
posto, articoli su riviste non scientifiche. Nello studiare il
settore scientifico in cui si situa la vostra tesi, dovete anche
farvi un'idea di quali sono le riviste scientifiche (i "journal") e i convegni ("conference") principali. Non fate come quello studente che era convinto che le riviste scientifiche
si trovassero in edicola
URL e siti web
Le URL di siti web sono un discorso a parte: ve ne sono alcune molto autorevoli
(riviste scientifiche elettroniche, siti di organizzazioni riconosciute
a livello mondiale come il w3c, Wikipedia, ecc.) e altre meno Fa
parte del lavoro di tesi imparare a orientarsi, oltre che fra riviste,
libri e congressi, anche fra siti web.
Lo Stile
Stile scientifico
Usate uno stile lineare, secco, preciso, non ambiguo. In un documento tecnico/scientifico
(come una tesi), ogni parola deve esserci per un motivo preciso.
E non sono motivi precisi:
"mi
suonava bene"
"l'ho
letto su F*cus"
"me
l'ha detto un mio amico"
ecc.
quindi importante non scrivere "di
getto" e in fretta, ma riflettere, ponderare, valutare varie alternative per spiegare
un concetto, essere sintetici, evitare ripetizioni, ecc. ecc. Di solito,
quello che "di getto" si scriverebbe in N pagine lo si pu scrivere in modo pi scientifico in N/2 pagine.
Pu essere utile consultare manuali di stile, ad esempio (ma ne trovate
in abbondanza sul Web) questo o quelli di Wikipedia, in italiano e inglese.
Plagio
Evitate di copiare pari pari parti di testo (o figure, tabelle, grafici, ecc.)
da altri senza citare la fonte. plagio, un reato Quello che si
pu fare citare, riportando pari pari il testo scritto da altri e indicando con precisione (riferimento
bibliografico e numeri di pagina) la fonte. Quindi non si deve
mai copiare; al massimo si cita. Ci vale per testo, figure, tabelle,
grafici, ecc. ecc.
Affermazioni gratuite
Ogni affermazione va motivata, giustificata. Ci si pu fare o sulla base di un
riferimento bibliografico o sulla base di deduzioni da quanto detto
in precedenza.
Affermazioni roboanti
Evitate
affermazioni "eccessive". Ad esempio, in:
Anche "Yahoo!", come "Google",
nasce all'universit di Stanford. Nasce per ben sei anni prima
del suo eterno antagonista []
evitate "eterno" (che anche
falso...).
Affermazioni vaghe
Evitate,
quando possibile, affermazioni vaghe. Siate precisi. Se possibile,
quantificate numericamente. Ad esempio, invece di "nei capitoli precedenti sono stati presentati alcuni sistemi che saranno poi
approfonditi nel resto della tesi" scrivete "nei capitoli 3 e 4 sono stati presentati tre sistemi che vengono poi approfonditi nei capitoli 7 e 8".
Definizioni mancanti
Ogni
termine usato va definito. Ogni acronimo/sigla va definito alla
prima occorrenza. Non "buttate l" i termini senza averli definiti prima; non supponete che il lettore sappia che
cosa avete in mente solo voi. Se avete numerosi acronimi, o se
usate una terminologia complicata e probabilmente ignota al lettore,
considerate la possibilit di inserire un glossario.
Prima persona (io) o impersonale?
C'
chi sostiene che la prima persona (io, me, mi, noi, ci) vada
assolutamente evitata in uno scritto scientifico. La motivazione
, di solito,
che la forma impersonale porta a uno stile pi scientifico, perch
si evitano, ad esempio, affermazioni come "io credo", "mi piace", ecc. ecc.
Io credo () che il rimedio sia peggiore del male, o quantomeno
sono pi possibilista, e uso tranquilllamente la prima persona (singolare
o plurale,
a seconda se sono l'unico autore o uno fra pi autori). Secondo me, infatti,
per evitare la prima persona si usano spesso locuzioni inutilmente contorte,
quali "l'autore
di questa tesi", "questo autore", "l'autore di questo scritto", ecc., che non fanno altro che appesantire il discorso e creare confusione (a
chi si riferisce "questo autore" se si sta parlando di un altro articolo?). Ovviamente, l'uso della prima persona
non deve portare a contraddire le altre regole, e quindi evitare affermazioni
ambigue o imprecise ("mi pare che", ma anche "a questo autore pare che"), roboanti o presuntuose ("non ho dubbi che", ma anche "non v' dubbio che"), ecc.
Ripetizioni
Evitate ripetizioni (ogni cosa va detta in un singolo posto, e al posto giusto).
Fanno eccezione l'introduzione e le conclusioni, che riassumono
un po' tutta la tesi.
Ripetizioni di termini
Ci viene insegnato alle elementari di evitare ripetizioni di termini nello stesso
testo, e di usare sinonimi in questi casi. In uno scritto scientifico,
questa regola viene in qualche modo ammorbidita, dato che un termine
corrisponde di solito a un concetto preciso, e quello che nella
lingua comune un sinonimo, in un testo scientifico pu non esserlo.
Elenchi
All'interno degli elenchi (puntati, numerati, liste descrittive), le varie voci
devono essere uniformi (come punteggiatura e come struttura grammaticale).
Il segno di punteggiatura alla fine delle varie voci deve essere
lo stesso (con la possibile eccezione dell'ultima voce, che di
solito seguita dal punto). Le maiuscole/minuscole devono essere
coerenti con la punteggiatura. Le varie voci devono cominciare
in modo coerente (ad es., tutte con un verbo).
E, ed, a , ad
"Ed" si usa se la parola seguente incomincia con "e". "Ad" si usa se la parola seguente incomincia con "a".
Ci sono comunque alcune eccezioni, ad esempio uhm vediamo chi
ne trova uno :-) (senza cercare troppo lontano)
Tempi verbali
Probabilmente
la soluzione migliore di usare quasi sempre il presente. Dovete
scrivere un documento tecnico/scientifico, non "raccontare una storia", quindi evitate espressioni del tipo "in questo capitolo vedremo", "l'obiettivo di questa tesi sar", ecc. ecc. Se decidete comunque di usare futuri e passati, siate consapevoli
che una scelta delicata ed fonte di errori, e quindi fatelo in
modo coerente, facendo molta attenzione. Soprattutto, evitate i
tempi passati nell'Introduzione (il cap. 1): tipicamente voi la
scrivete dopo aver fatto tutto il resto del lavoro, quindi viene
spontaneo dire "In questa tesi si affrontato il problema di" o "In questa tesi si implementato un sistema che". Per il lettore legge l'Introduzione come prima cosa, e si aspetta di trovarci
gli obiettivi, non i risultati: quindi "In questa tesi si affronta il problema di" o "In questa tesi si descrive l'implementazione di un sistema che" (o, se vi piace di pi: "In questa tesi si affronter il problema di" o "In questa tesi si descriver l'implementazione di un sistema che").
La lingua italiana
Ortografia
Usate
un correttore ortografico ("spell-checker"). Fate rileggere da qualcuno (oltre al relatore, intendo). Curate i dettagli
fin dalle prime versioni che mi fate leggere: io non perdo tempo
a correggere errori banali che sapreste correggere anche da voi
e posso concentrarmi sugli aspetti concettuali del lavoro (che
quello che ci interessa), e inoltre non mi indispettisco ;-)
Le virgole!!
Regola: non si mette la virgola fra soggetto e verbo.
Un, uno, una
"Un" va scritto con l'apostrofo solo se seguito da un termine femminile (perch in
tal caso una contrazione di "una"). Quindi un errore scrivere "un'errore" Siccome l'"un'" c', usatelo: un'interfaccia, e non una interfaccia.
A proposito di apostrofi
"Qual " va
scritto senza apostrofo.
Termini inglesi
Varie cose:
Usate
termini italiani quando possibile. Ad esempio, non usate "query a un search engine", ma "interrogazione a un motore di ricerca"; non "software agent" ma "agente software"; non "range" ma "intervallo"; non "rate" ma "tasso"; non "conference" ma "congresso" (sicuramente non "conferenza"); ecc.
Non traducete termini intraducibili (ad es., hardware e software).
Se traducete, fatelo correttamente e usando un vocabolario! Purtroppo,
noi informatici siamo stati abituati male, con traduzioni
quasi comiche come "libreria" per "library" o "processare" per "to process" ma un po' tutto il mondo scientifico vittima di traduzioni errate, come ad esempio "conferenza" per "conference".
Non
usate la "s" al plurale per i termini inglesi. I termini inglesi in un testo italiano non
prendono la desinenza del plurale (quindi, non "le directories" ma "le directory"). Di regola, i termini inglesi in testi italiani sono maschili, ma ci sono eccezioni
(e ne abbiamo appena vista una).
Linguaggio
Prima
di usare termini delicati come "utilizzare", "iniziare", "terminare", ecc. considerate le alternative pi semplici quali "usare", "incominciare", "finire", ecc. E comunque controllate su un manuale di stile e sul vocabolario: non sono
esattamente sinonimi
La lingua inglese
Se volete/dovete scrivere la tesi (o un altro documento
scientifico, ad esempio un articolo tratto dal lavoro di tesi) in
inglese, leggete prima lo Strunk&White.
Cose da sapere sulla tesi
Quante copie della tesi?
Dovete consegnarne una copia in segreteria studenti, una copia in segreteria
di facolt, una copia al relatore (e una a ogni eventuale correlatore),
una copia al controrelatore (se c') e una copia al supervisore
(se c'). E poi eventuali copie per voi, amici, parenti,
Stampa e rilegatura della tesi
Informatevi in anticipo sui tempi, sarebbe un peccato dover rimandare la laurea
solo perch il rilegatore carico di lavoro urgente
Fronte e retro
Evitate di sprecare carta e inchiostro: la tesi deve essere stampata fronte e retro. Le dimensioni del carattere (font) devono essere ragionevoli (da 11 o al massimo
12), e l'interlinea a 1 o 1.5. Quasi sempre la sintesi viene giudicata
positivamente.
Il controrelatore
Per alcune tipologie di tesi c' il controrelatore, che viene scelto da un'apposita
commissione e ha il compito di giudicare il vostro lavoro. Non
appena il controrelatore viene nominato, vostro compito fargli
avere una copia della tesi, magari in formato elettronico, e dargli
i vostri recapiti, in modo che gli sia comodo contattarvi se vuole
chiedervi qualche delucidazione. Idem per il supervisore, che una
specie di secondo controrelatore.
Come si organizza il lavoro
Quando si scrive
Evitate di scrivere la tesi nelle ultime due settimane: fareste un pessimo lavoro
(e alla fine vi si dovrebbe raccogliere col cucchiaino). Non date
per scontato che il relatore sia a vostra disposizione per correggere
immediatamente quello che scrivete: noi docenti universitari abbiamo
una marea di cose da fare, spesso con scadenze. Evitate di consegnare
al relatore materiale incompleto o poco curato.
Quando si scrive / 2
Di solito una pessima idea scrivere solo alla fine; meglio scrivere un po' durante
tutto il lavoro, magari anche solo a mo' di appunti (che poi andranno
risistemati). Quando raccogliete il materiale bibliografico, catalogate
ogni lavoro in modo ordinato, preparate il riferimento bibliografico
(BibTeX va benissimo) e magari annotatevi brevemente i punti importanti
di ogni lavoro. Siccome ogni tesi deve avere una parte di rassegna
dello stato dell'arte, non sicuramente fatica sprecata. Quando
nel progettare il sistema preparate schemi e diagrammi (ad es.
in UML) o grafici, archiviateli in modo ordinato: anche quelli
saranno molto utili poi.
Non accontentarsi mai della prima versione
Come gi menzionato, scrivere un testo tecnico/scientifico (ma non solo) un'attivit
che richiede tempo. Le prime versioni sono solitamente scorrette,
imprecise e inutilmente verbose; quindi importante rifletterci
su, distillarle, limarle, raffinarle con precisione meticolosa.
Non accontentarsi mai della prima versione. Quasi mai della seconda.
Velocit
Ma con che velocit si scrive? Ovviamente non ci sono regole generali buone per
tutte le stagioni, anche perch dipende da quanto materiale gi stato
preparato (ad es., la bibliografia), ma una buona stima della velocit
di scrittura di un testo scientifico di 2-3 pagine al giorno. 100
pagine, 50 giorni. 200 pagine, 3 mesi E ricordatevi della Legge
di Hofstadter (una delle Leggi di Murphy):
"Ci vuole sempre pi tempo di quello che si pensa. Anche considerando la Legge
di Hofstadter."
Ordine di scrittura
Non
dovete necessariamente scrivere la tesi nello stesso ordine con
cui poi viene letta, dal primo capitolo all'ultimo. Anzi, di solito
l'introduzione
viene scritta per ultima (facendo attenzione ai tempi verbali).
Una buona strategia di scrivere prima le parti che sono pi facili
e chiare (ad es., la descrizione del sistema implementato), cos
quando si scrive il resto si ha un po' pi di "contesto", ci si "scaldati" e magari anche rincuorati.
The last thing one discovers in composing a work is what
to put first.
T. S. Eliot.
Regole
Dopo
alcune recenti esperienze "traumatiche" ho deciso che se volete fare la tesi con me dovete rispettare 2 regole:
Regola 1: Spell check!
Se non avete controllato l'ortografia con un correttore ortografico, non datemi
nulla da leggere (motivo: gli errori saltano all'occhio,
distraggono, e non riesco a leggere concentrandomi sul significato).
Regola 2: Non tutti insieme!
Se a 2 settimane dalla scadenza della tesi non mi avete gia' consegnato almeno
il 50% della tesi, non vi laureate e passate alla sessione
successiva (motivo: avendo pi laureandi per sessione, leggere
tutte le tesi nelle ultime due settimane sarebbe impossibile)
Regole / 2
Un'altra regola per chi vuol fare la tesi con me: dopo ogni incontro, mandatemi
una breve mail (di solito bastano 5-10 righe) in cui riassumete
quello che ci siamo detti e quello che abbiamo deciso. Serve a
voi per fissare le idee, e a me per tenere traccia del lavoro.
Non so se perch ho troppi tesisiti o se per l'et, ma comincio a
fare confusione, a dimenticarmi le cose
Le Slide
La tesi va anche discussa (o "difesa" come
dicono gli anglosassoni): il lavoro svolto e i risultati ottenuti
vanno presentati in forma orale davanti a una commissione. Nei settori
scientifici conviene (a parte casi particolari) preparare dei lucidi
a supporto della presentazione.
Struttura dei lucidi
Scrivete
poco sui lucidi; evitate frasi complete e usate piuttosto espressioni
schematiche. Il primo lucido deve evidenziare il titolo della tesi,
il vostro nome e il nome di relatore e correlatori. Il secondo
lucido deve presentare o la struttura della presentazione o gli
obiettivi della tesi (a seconda dei casi). Per la presentazione
del lavoro di tesi, di solito avrete poco tempo (5-10 minuti) quindi
cercate di sintetizzare ad alto livello di astrazione il lavoro
svolto, ma cercate anche di fare qualche "carotaggio mirato" per far capire la complessit e la difficolt di quello che avete fatto. L'ultimo
lucido deve riassumere il lavoro svolto e delineare eventuali sviluppi
futuri.
Stile dei lucidi
Scrivete poco sui lucidi. Ogni parola che scrivete su un lucido potrebbe distrarre
chi ascolta e impedirgli di cogliere un punto importante che dite
solo a voce. Lucidi inutilmente lunghi/densi fanno s che chi ascolta
si distragga, cominci a leggerli, non vi ascolti, e magari non
riesca neanche a leggerli del tutto perch troppo lunghi.
Regole tipografiche
Evitate
la punteggiatura sui lucidi. Numerate i lucidi (utile per chi
deve farvi domande su punti specifici). Restate aderenti allo
standard ("default") proposto. Fra PowerPoint e LaTeX scegliete voi (vedi sopra, ma scrivere lucidi
diverso dallo scrivere una tesi, l'aspetto visuale pi importante,
e molti sono convinti che PowerPoint sia l'unico applicativo ben
fatto in Office). E comunque ricordatevi sempre di OpenOffice).
Il discorso
Durante
la presentazione guardate chi vi ascolta (o il muro dietro di
loro se siete intimoriti). Evitate di indicare con il dito sul
video del
vostro PC, indicate sullo schermo su cui viene proiettata la presentazione.
Non leggete i lucidi. Non imparate a memoria il discorso, ma provatelo
pi volte: spesso non c' un unico modo migliore di dire le cose,
ma averli "provati" tutti prima vi aiuta ad essere pi sicuri durante la presentazione.
Stile del discorso
Siate
precisi e andate dritti al punto. Evitate di perdere tempo con
affermazioni inutili e senza contenuto informativo come "spesso", "sostanzialmente", "si vorrebbe"," si va a fare", &hellip Evitate le affermazioni vaghe: "in pratica", "non ho fatto questo", "non ho fatto quello"; dite piuttosto cosa avete fatto, anzi evidenziate per bene quello che avete
fatto voi rispetto a quello che c'era gi.
La Paura
Se
avete paura di essere nervosi durante la presentazione, state
tranquilli: lo sarete, come tutti. Per tranquillizzarvi, potete
fare training
autogeno, pensare alle cose importanti della vita, adottare una
visione "cosmica" (in cui la vostra presentazione assume un'importanza nulla), bervi una camomilla
(o, in casi estremi, qualche tranquillante; gli alcolici potrebbero
essere controproducenti) o magari riflettere sul caso che la presentazione
potrebbe essere perfetta ma che potreste essere investiti da un
TIR subito dopo, mentre festeggiate