COMESCRIVERE tema
sul Petrarca
Petrarca
La letteratura del medioevo è stata segnata da alcuni grandi autori, questi sono
Dante, Petrarca e Boccaccio. Se Dante è stato l’iniziatore della
letteratura in volgare Boccaccio è stato colui che ha consacrata;
Petrarca può essere definito come “traghetto” infatti fa da tramite
tra il mondo medievale e quello umanista. Questa affermazione è
giustificabile già da una conoscenza superficiale della vita poiché
la dedizione verso il latino è tipicamente medievale mentre il
culto dei classici è un caratteristica tipicamente umanistica.
Ora analizzeremo uno dei testi più importanti di Petrarca: “L’ascesa
al monte ventoso”. Il testo narra di un escursione di Petrarca
in compagnia del fratello sul monte Ventoso in Provenza. Da un
pretesto terreno come un escursione in montagna Petrarca arriverà
a porsi delle domande su se stesso che lo porteranno ad una profonda
crisi esistenziale causata dal conflitto tra la sempre presente
attrazione verso gli affetti terreni e la passione per la chiesa.
Infatti questo suo conflitto interiore lo si ritrova già nella
giovinezza del Poeta tanto è vero che egli pur avendo intrapreso
insieme al fratello la carriera ecclesiastica, Petrarca abbandona
questi studi per dedicare la sua vita alla letteratura. Petrarca
per tutta la vita vivrà con il rimorso di questa decisione alimentata
maggiormente dai voti presi dal fratello. Quest’opera dedicata
al padre agostiniano Dionigi di Borgo San Sepolcro il quale dona
a Petrarca una copia delle “Confessioni” di Sant’Agostino.
L’intera opera è scritta in chiave allegorica è racconta la scalata
del poeta verso la vetta, vista come conquista della salvezza.
Analizzando attentamente l’opera si evidenziano alcuni passaggi
chiave che ci fanno capire degli aspetti apparentemente nascosti
dell’opera. Inizialmente il poeta ci da prova del suo dualismo
tra medioevo e umanesimo inoltre da alcuni particolari è possibile
comprendere l’ottima situazione economica dei fratelli Petrarca.
Procedendo nella lettura del testo si evidenziano le difficoltà
che incorrono nel ascesa del monte ma che con l’ostinazione vengono
superate. Molte importante è la figura di un vecchio pastore che
rappresenta la saggezza, egli consiglia ai due di non salire ma
questi essendo giovani non seguono i consigli, anzi vengono invogliati
maggiormente dal divieto.
Procedendo verso la vetta Petrarca cammina più lentamente e dinanzi
a lui si interpongono molti ostacoli mentre la strada di Gherardo,
il fratello, è meno impervia. Questa differente difficoltà non
è altro che la raffigurazione dell’animo dei due.
L’anima di Petrarca appesantita dai peccati della vita terrena
ha maggiori difficoltà nell’ascesa al monte mentre l’anima di Gherardo
è più “leggera” poiché è purificata dai voti presi in seminario.
Più avanti nel testo Petrarca afferma che le fatiche che si compiono
che per arrivare alla vetta del monte Ventoso, pur essendo visibili
non sono tanto dolorose quanto quelle interiori che l’animo deve
compiere per arrivare alla salvezza.
Dopo aver letto attentamente questa epistola di Petrarca ed aver
studiato la sua vita non posso far atro che riflettere su ciò che
è accaduto a Petrarca. I suoi dubbi, le sue incertezze e le sue
paure; sono ancora oggi presenti, in altra forma, nella vita di
tutti giorni. Questo perché il contrasto tra l’amore per i beni
terreni e la paura del giudizio dopo la morte pone il dubbio di
cosa fare per salvarsi.
TEMA
DI ITALIANO
TIPOLOGIA A analisi e commento del testo poetico
AUTORE: Francesco Petrarca
OPERA: De volgarium rerum fragmenta
TITOLO: Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
NOTA INTRODUTTIVA:
L’autore del sonetto, Francesco Petrarca, è nato ad Arezzo
nel 1303 ed ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza ad
Avignone. L’autore ha avuto un’esistenza movimentata che
lo ha portato a viaggiare per tutta Europa. Nel 1327 incontra
Laura che non riuscirà mai a dimenticare.Compone varie
opere in latino come “De Viris illustribus”, “Secretum”,
“De vita solitaria”, anche se di dedica quasi esclusivamente
al Canzoniere, opera composta da 366 liriche che trattano
principalmente il tema dell’amore per Laura, ma che segnano
anche un importante percorso psicologico dell’autore. Petrarca
compone nove stesure diverse del Canzoniere e si dedica
al continuo miglioramento dei versi fino al 1374 quando
muore ad Arquà nei pressi di Padova.
1. COMPRENSIONE
1.1 Il tema centrale del sonetto è sicuramente quello dell’innamoramento
del poeta. L’autore costruisce e definisce un’immagine
femminile a cui è rivolto il suo amore, Laura, anche se
non la descrive con caratteristiche fisiche o comunque
oggettive. Il poeta ci da un’immagine vaga e luminosa della
donna amata che in alcuni tratti sembra diventare quasi
un’apparizione, uno spirito del cielo arrivato sulla Terra.
Secondo me c’è un forte contrasto tra l’amore del poeta
e la donna da lui amata. Infatti sembra quasi che queste
due figure appartengano a due mondi diversi e non entrino
in relazione fra loro. L’amore di Petrarca non è ricambiato
da Laura, che sembra assumere maggiormente il ruolo di
figura statica e quasi estranea al poeta e soprattutto
all’amore di quest’ultimo. E’ molto efficace anche la contrapposizione
del poeta sul presente e passato rispetto a Laura e al
cambiamento che ha subito nel tempo. In questo sonetto
il poeta descrive la luce che un tempo l’amata aveva negli
occhi che ora non vede più, nota
anche l’espressione di pietà che assume il suo viso
2.ANALISI E COMMENTO
metrica:
Il sonetto è formato da 2 quartine e da 2 terzine.
La rima delle quartine è incrociata (ABBA), mentre le terzine
presentano rime in forma sciolta (CDE e DCE). L’autore usa
figure retoriche come una similitudine nel verso 1 per descrivere
i capelli di Laura, una sinestesia nel verso 2 (dolci nodi),
un’iperbole nel verso 2 (che mille dolci novi gli avolgea),
un’anafora che Petrarca utilizza nel verso 3 e continua nel
verso 5 per dare enfasi e maggiore vigore al suo sentimento
oltre che al sonetto. Le figure retoriche utilizzate dal
poeta sono fondamentali e conferiscono al sonetto sfumature
particolari e indispensabili.
2.1 La metafora che il poeta compone nell’ultimo verso è
molto efficace e letteralmente il suo significato è che
una ferita provocata da una freccia non guarisce nemmeno
se si allenta la corda dell’arco che l’ ha scagliata. Con
questo il poeta vuole dire che il suo amore per Laura non
cambierà mai anche se negli anni l’ aspetto dell’amata
cambierà e non sarà più dotata della grazia e della bellezza
originari. Il poeta vuole anche ribadire che il suo amore
per Laura non avrà mai fine anche se quest’ultima non corrisponderà
il suo sentimento.
2.2 Il discorso che il poeta vuole
esprimere all’interno del sonetto si estende nei versi in
forme equilibrate e simmetriche. Il cambiamento delle forme
verbali (passato e presente) e l’alternanza di queste rappresenta
due diversi momenti della vita del poeta. Usando tempi verbali
al passato Petrarca descrive come era il suo amore per Laura,
ma anche come si presentava e come appariva la stessa in
un periodo lontano al momento in cui l’autore compone il
sonetto. Utilizza invece il presente quando descrive il cambiamento
dell’amata, sia nell’aspetto fisico che nell’atteggiamento
nei suoi confronti.
2.3 Nelle quartine il ritmo della
poesia è molto lento e spezzato dalla presenza consistente
di punteggiatura. In queste due strofe l’unità metrica coincide
con l’unità logica e quindi non sono presenti enjambement.
Al contrario le due terzine presentano un ritmo più scorrevole
e veloce, nelle quali si nota che unità metrica e unità logica
non coincidono per la presenza di alcuni enjambement nei
versi 9-10 (Non era l’andar suo cosa mortale ma d’angelica
forma) 10-11 (e le parole sonavan altro che pur voce umana)
e nei versi 12-13 (Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel
ch’i vidi). Le due terzine rimangono divise da un punto e
un punto e virgola che marcano lo stacco e il cambiamento
di strofa.
3.APPROFONDIMENTI
3.1 Gli elementi della concezione stilnovista sono rappresentati
nel sonetto dall’amore per Laura.
Il dolce stil novo definiva l’amore come contemplazione e
lode delle virtù di una donna che assumeva le sembianze di
un’entità celeste, la cosiddetta “donna-angelo”. Questo nuovo
modo di fare poesia però non trascurò l’ aspetto negativo
dell’amore che vedeva prendere forma nello sgomento e nell’angoscia
che l’innamorato provava quando si rendeva conto che l’amata
era per lui irraggiungibile. L’amore veniva concepito anche
come un’elevazione dello spirito che permetteva di avvicinarsi
a Dio e aspirare alla salvezza divina, anche questo era uno
dei motivi per cui l’uomo aspirava all’amore della donna-angelo.
Nel suo sonetto Petrarca riprende molti elementi del dolce
stil novo quali l’amore per Laura che rappresenta come una
creatura divina per lui quasi irraggiungibile. La visione
del poeta dell’amata rappresenta una rievocazione della memoria.
Tutto il sonetto contrappone il passato caratterizzato dalla
visione luminosa di Laura a un presente in cui essa è svanita
e irrimediabilmente mutata. Non viene più raffigurata come
una creatura divina e irraggiungibile, ma sembra quasi sfiorire
e assumere fattezze più umane.In alcuni tratti quindi il
poeta si allontana dalla concezione stilnovista per la contrapposizione
che pone tra presente e passato. Laura cambia e non rispecchia
più l’ideale di donna angelo, anche se comunque nel poeta
rimane sempre vivo l’amore per lei dimostrando che il suo
sentimento è più forte del trascorrere degli anni.
3.2
La lirica di Petrarca può essere paragonata alla poesia di
Dante, soprattutto nella “Vita Nuova”, opera in sono presenti
liriche con elementi prevalentemente stilnovisti, anche
per quanto riguarda l’amore e la donna. Un elemento fondamentale
però che differenzia questi due autori è il fatto che la
donna descritta da Dante è più statica, mentre la donna
di Petrarca è più dinamica e “mobile”. Questo è dovuto
anche al fatto che Dante nelle sue liriche utilizza il
tempo presente, mentre Petrarca alterna il presente e il
passato, contrapponendo la figura dell’amata in due momenti
diversi della sua vita.
3.3
Il tema dell’amore viene trattato da molti autori, uno di
questi, che ha dato a questo sentimento un ruolo da protagonista
nella sua opera è Giovanni Boccaccio. Questi due autori
pur avendo vissuto nello stesso secolo ed essendo d’accordo
sul fatto che l’amore è un elemento fondamentale nella
vita degli uomini interpretano e vivono questo sentimento
in modo completamente diverso.
Mentre per Petrarca l’amore è una sorta di “religione” in
cui la donna amata viene vista quasi come una figura astratta
e distaccata anche se molto desiderata, Boccaccio descrive
questo sentimento in modo più bizzarro e disinibito, come
un sentimento caratterizzato da forti emozioni e piaceri
decisamente terreni. Boccaccio raccontando nel “Decameron”
vicende di vita quotidiana forse ci fa sembrare anche le
storie d’amore da lui narrate più vicine a noi, mentre l’amore
di Petrarca ci può apparire più distaccato e quasi un privilegio
di pochi.
Un altro autore che parla d’amore è Dante che racconta il
suo amore per Beatrice. Anche Dante come Petrarca segue gli
elementi che caratterizzano il “dolce stil novo” e descrive
l’amata come un’entità divina, la famosa “donna-angelo” tanto
enfatizzata e desiderata da questo stile letterario e i suoi
seguaci.
3.4
La lirica “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi” non si differenzia
per i tema a quelli che solitamente il poeta tratta. I
temi principali che Petrarca tratta nella sua opera di
maggiore rilievo, il Canzoniere, sono quelli dell’amore,
e più nello specifico del momento dell’innamoramento, della
rievocazione dell’amata, della speranza che il sentimento
dell’autore sia ricambiato, tutti temi sono presenti anche
nella lirica presa in esame.
In particolare in questo sonetto l’autore avverte fortemente
il trascorrere del tempo che si riflette anche sull’amore
e sull’amata. Petrarca infatti descrive lo sfiorire della
bellezza di Laura dovuto principalmente al passare inesorabile
del tempo, anche se comunque precisa che l’attenuarsi del
fascino non significa necessariamente la mitigazione del
suo amore. Nella lirica emerge lo stato d’animo dell’autore
che si sente rifiutato da Laura e i sentimenti contrastanti
che prova. Laura rappresenta per il poeta un sentimento assoluto,
qualcosa di astratto lontano da cose materiali terrene, qualcosa
che è in grado di elevare lo spirito del poeta.
Il poeta subisce una forte crisi psicologica dopo la morte
prematura di Laura, anche se questo sonetto non ne è toccato
direttamente visto che il periodo in cui è stato composto
è antecedente alla morte della stessa.
RELAZIONE SUL ROMANZO DI ALBERTO MORAVIA: AGOSTINO
IL ROMANZO NARRA L’INCONTRO DI UN RAGAZZO TREDICENNE DI BUONA FAMIGLIA, CON IL
PROBLEMI DEL SESSO. LA STORIA SI SVOLGE IN UN INDETERMINATO PERIODIO
ESTIVO; NEI PRIMI GIORNI D’ESTATE AGOSTINO E SUA MADRE VANNO AL
MARE, AGOSTINO IN APERTURA CI APPARE FIERO E GELOSO DELLA MADRE,
ORMAI VEDOVA.
ALCUNI GIORNI DOPO LA MADRE D’AGOSTINO CONOSCE UN GIOVANE CON CUI
AVRA’ UN LEGAME SENTIMENTALE. CIO’IRRITA MOLTO AGOSTINO CHE COL
PASSARE DEL TEMPO FA CRESCERE DENTRE DI SE UN ODIO CONTRO LA MADRE.
AD AIUTARE LA CRISI DEL RAGAZZO C’E’ UN’ALTRO FATTO CHE CAMBIERA’
RADICALMENTE LA VITA DI AGOSTIN0: L’AMICIZA CON BERTO, TORTIMA
E AD ALTRI RAGAZZI DI BASSO CETO SOCIALE. QUEST’AMICIZIA E’ L’INIZIO
DELLA VITA SESSUALE DI AGOSTINO, INFATTI DALLA BANDA DEI RAGAZZI,
ATTAVERSO GESTI ESPLICITI MIMICI DELL’ ATTO SESSUALE, (SOGGETTO
DEI MIMI SARA’ LA MADRE DI AGOSTINO, CHE VERRA’ PRESA COME SPUNTO
PER OFFENDERE AGOSTINO) AGOSTINO VERRA’ A CONOSCENZA DELLA REALTA’
DEL SESSO CHE ERA RIMASTA SEPOLTA A CAUSA DEL SUO ALTO CETO SOCIALE.
IN SEGUITO AD AGOSTINO TUTTO PARRA’ INSPIEGABILMNETE DIVERSO, OGNI
GESTO DELLA MADRE CHE ORA E’ ALLO STESSO UNA DONNA, VERRA’ ACCOMPAGNATA
UNA FANTASIA EROTICA, MA CIO’ E’ SPIGABILE PERCHE’ E’ L’UNICA DONNA
CHE AGOSTINO ABBIA MODO DI AVVICIANARE.
ALLA FINE DEL ROMANZO SARA’ QUESTA LA CAUSA CHE LO SPINGERA’ AD
ANDARE IN UNA CASA DI INCOTRI, IN COMPAGNIA DI UN AMICO. ALLA FINE
AGOSTINO VERRA’ RESPINTO A COSI’ CADRA DINUOVO NELLA SUA SOLITUDINE
ADOLOSCENZIALE, ANCHE SE IL ROMANZO FINISCE SENZA UNA SOLUZIONE.