COME SCRIVERE

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Scrivere il tema d'italiano

Consigli sul tema d'italiano
Come scrivere il tema d'Italiano
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Consiglil tema di pedagogia
Come scrivere il tema di pedagogia.
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Tema sui giovani
Esempio di tema svolto sui giovani d'oggi
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Tema sull'Unione Eurpea
Esempio di tema svolto sull'unione europea
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Tema sulla Guerra e sulla TV
Tema sulla Televisone e sulla Guerra
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Temi svolti

L'amicizia
Tema svolto sull'amicizia
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L'Aborto
Temi sull'aborto
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Sviluppo economico
Temi svoli sullo sviluppo economico
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La droga
Temi svolti sulle droghe..
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Temi di letteratura

Petrarca
Tema su Petrarca e il medioevo.
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Il giorno della civetta
Tema di letteratura sul Giorno della Civetta
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Orlando Furioso

Astolfo sulla Luna
Tema svolto sull'Orlando Furioso
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Temi Vari

Il giardino dei Finzi Contini
Tema di scuola superiore sul romanzo Il giardino dei Finzi Contini
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Eutanasia
Tema svolto sull'Eutanasia
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Prima Guerra Mondiale

La prima guerra mondiale
Tema sulla prima guerra mondiale
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COMESCRIVERE tema sulla Televisone e sulla Guerra


La Televisione

E’ una semplice scatola con dei bottoni ed uno schermo su di un lato, quando è spenta non è altro che un brutto ed inutile soprammobile ma appena la si accende ti permette di varcare la soglia che c’è tra la reltà e la fantasia: quest’oggetto misterioso è la televisione. In principio i nostri nonni allietavano le loro giornate ascoltando la radio poi i nostri genitori comprarono con diffidenza questo “oggetto” ed ora, noi giovani, passiamo interi pomeriggi davanti ad uno schermo pieno di colori. L’ascesa della televisione è avvenuta negli anni’70 ma con l’avvento degli’80 e dei primi programmi per ragazzi; questo strumento ha subito un’incridebile metamorfosi. Negli ultimi quindici anni pochi si erano chiesti gli “effetti collaterali” della TV ed ora siamo tutti costretti a confrontarci con essi. Il problema tocca prevalentemente gli adolescenti e i bambini che fin dai primi anni d’età vengono spiaccicati davanti ad una televione per interi pomeriggi, nei bambini c’è il rischio che la televisione sostituisca il genitore o l’amico di scuola. Negli adolescenti il problema è livemente diverso poiché la televisione più che causare danni sociali distrugge la voglia di sapere del ragazzo. Sondaggi hanno dimostrato che solo un ragazzo su cinque ha letto un libro negli ultimi dodici mesi, il resto preferisce aspettare il film in televisione. Questo rigetto dei giovani verso la cultura è imputabile alla televisione, quest’ultima annulla l’essere e gli fornisce informazioni passivamente, sulle quali lo spettatore non avrà tempo di riflettere perché le immagini corrono troppo velocemente. Inoltre la televisione assottiglia vertiginosamente il confine tra realtà e finzione e causa gravi danni alla psiche dei ragazzi. Fortunatamente in Italia i casi in cui degli adolescenti commettono stupidagini cercando di imitare ciò che guardano in TV sono ancora sporadici ma negli Stati Uniti questo fenomeno si espande a macchia d’olio. Apparentemente non c’è soluzione a questo problema: l’inurbamento delle città non permette altri svaghi, è così il giovane non ha l’opportunità di confrontarsi con gli altri finendo per perdere di vista la realtà. Personalemente ho avuto l’opportunità di passare la mia infanzia in campagna, giocando all’aria aperta e con degli amici in carne ed ossa, ancora oggi non passo molto tempo davanti alla televisione e non disprezzo leggere un buon libro, ma questo è solo un caso tra mille. La soluzione deve nascere dalla stessa televisione, che dovrebbe proporre programmi che stimolino il ragazzo a scrutare il mondo che c’è fuori alla porta fino a fargli nascere la voglia di spegnere la televisione; ma questa è un utopia: le emittenti non trasmetteranno mai programmi che allontanano i telespettatori e quindi dobbiamo essere noi ad aprire gli occhi ed usare con maggiore responsabilità questo strumento.

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Tema Guerra nel Kosovo

Ogni guerra, passata o presente, rappresenta la sconfitta dell’umanità, la sconfitta della diplomazia, la sconfitta della ragione. Nelle guerre non ci sono né vincitori né vinti ed è stupido parlare di grandi guerre perché non esistono grandi guerre ma solo guerre che uccidono e distruggono sogni e speranza di poveri innocenti. Da circa un mese la televisione non parla d’altro ed è difficile non rimanere segnati da ciò che ci mostrano le emittenti di tutto il mondo ma la TV, i giornali, la radio sono tutti mezzi di comunicazione che non possono o non vogliono far capire cosa sta accadendo oltre l’Adriatico . Non mi interessa chi ha ragione o chi ha torto ma la paura negli occhi dei bambini sia Serbi che Kosovari è l’unica certezza tangibile. I mass-media ci fanno sembrare tutto così lontano ed irreale ma ci basta pensare che tra Roma e Belgrado ci sono poco più di 750 Km ed è questa la distanza che divide la nostra vita è quella di poveri innocenti costretti a scappare via dalle proprie abitazioni. Noi Italiani per motivi politici siamo schierati con la N.A.T.O. che ci fa vedere il popolo Jugoslavo come un popoli di bruti. Ma a questo punto è lecito chiedersi chi sono i buoni e chi i cattivi? La NATO ,composta dai popoli più ricchi della terra e più civilizzati, dichiara di difendere i Kosovari ma in realtà non fa altro che sganciare il suo carico di morte su dei poveri innocenti che a causa di un leader che ha perso la coscienza, devono subire dei bombardamenti da parte di bombe che sono tutto tranne che intelligenti come vogliono farci credere. Allo stesso modo Milosevic è colpevole degli stessi crimini che persone come Hitler si sono macchiate, Milosevic da circa 10 anni ha attuato un forte politica di repressione contro gli Albanesi del Kosovo e questa sua eliminazione etnica ha raggiunto l’apice quest’anno, quando miglia di Kosovari fuggivano dai loro villaggi in fiamme. Dopo questa breve spiegazione è semplice capire che la linea che divide il giusto dallo sbagliato; in questo conflitto non è più individuabile. Inoltre dobbiamo renderci conto che questo conflitto avrà delle forti ripercussioni in tutta Europa sia sul lato finanziario che su quello polito. A causa della scarsa forza bellica della Jugoslavia, Milosevic dovrà arrendersi nel giro di pochi mesi ma questo non vorrà dire molte poiché per anni i soldati della NATO dovranno restare in Jugoslavia per garantire la pace perché il prezzo della liberà è la vigilanza perenne e questa vigilanza richiederà enormi sforzi finanziari che i paesi della NATO dovranno accollarsi. Oramai la situazione è irreversibile ma non possiamo arrenderci ora perché se noi non ci opponiamo alle decisione sbagliate prese da pochi uomini saremo colpevoli quanto coloro che uccidono gli innocenti.

“Venti di guerra. Vostre considerazioni.

Il 2000: pur essendo passati solo otto anni, sembrano ormai lontane migliaia di chilometri le speranze di un nuovo secolo di giustizia e di pace.
Infatti, è scoppiata una nuova guerra diversa dalle altre, mai combattuta prima: quella del mondo contro la pazzia, contro il fanatismo, contro il terrorismo, questo fenomeno che oltre a recare danni fisici e materiali mina le basi di una società civile che dovrebbe essere caratterizzata da fiducia e rispetto.
Questo è ciò che c’è stato presentato da TV e giornali: la lotta del bene contro il male, una soluzione, però, troppo semplicistica di una realtà, quella dei nostri giorni, ben più complessa.
Per esprimere delle considerazioni su ciò che sta accadendo è bene ritornare con la mente a quel tragico 11 settembre, a quando abbiamo visto per la prima volta quelle tragiche ma spettacolari sequenze, e abbiamo tutti pensato la stessa cosa in mille lingue diverse: “mio Dio, no, non è possibile”.
Quattro aerei, dirottati dalla mano di fanatici kamikaze, hanno colpito l’America al cuore, come nessun’altra potenza non aveva mai osato.
Così, i due grattacieli più alti del mondo, simbolo del potere economico americano e occidentale, dopo esser stati feriti, vanno giù come un castello di carte, divenendo la tomba per non si sa ancora precisamente quante persone che vanno aggiunte a quelle decedute all’interno del Pentagono.
E per questo quel giorno rimarrà ormai nella storia, legato al nome di Osama Bin Laden, ritenuto responsabile, che è riuscito, con una semplicità impressionante, in ciò che Hitler sognò ma non osò nemmeno provare.
Da allora l’America ha dato prova di orgoglio, ha rialzato la testa, e dopo un breve periodo di preparazione, ormai è pronta a punire i colpevoli, sostenuta dal mondo intero.
Nasce così “Enduring Freedom” (libertà duratura) l’operazione militare che non ha precedenti, una battaglia non delimitata dai confini di una nazione, ma che ha come unico scopo cancellare il terrorismo dalla faccia della terra.
L’obiettivo principale è, ora, punire Bin Laden e l’Afghanistan, suo protettore,e così dal 7 ottobre le bombe cadono come pioggia nei cieli di quel paese regredito al medioevo dal regime talebano.
La guerra va avanti, ma non solo in Afghanistan. Tutto il mondo ora trema nella paura di nuovi attentati e cerca di prepararsi al meglio per affrontare qualsiasi evenienza.
In questo momento il futuro è più incerti che mai. L’unica cosa sicura, stando alle parole di Bush e Powell, la guerra sarà lunga e ci coinvolgerà tutti. L’azione americana certo è giusta perché deve punire i colpevoli, ma bisogna far si che questa guerra contro i terroristi non si trasformi in una guerra contro il mondo islamico o contro una razza in generale.
Non devono pagare persone innocenti solo perché credono in un libro diverso dal nostro o perché hanno il colore della pelle diverso dal nostro. La guerra non deve quindi trasformarsi in una crociata contro il mondo islamico perché non è Islam, che significa pace”, che fa crescere i kamikaze od ordina di mettere bombe nelle scuole. Questi orribili gesti derivano dalla folle interpretazione di uomini che mascherano la loro sete di vendetta, potere e ricchezza con un velo di fede e religiosità, fomentando poi le masse, tenute nell’ignoranza.
La storia, però, continua e ci sono guerre che vanno combattute. Cambiano solo gli strumenti con cui si esprime la propria brutalità: una clava, un aereo, un libro impugnato come una spada.
Molti dicono che il mondo, un mese fa, sia cambiato ma la mia sensazione è, invece, che sia ancora tutto come prima, perché questa guerra, anche se “diversa”, mieterà comunque vittime innocenti come in passato.